Spremitura (separazione liquido/solido)
Una
volta pronta la pasta di olive si procede alla fase dell'estrazione vera
e propria, che porta alla separazione delle tre componenti della pasta,
ossia sansa, acqua di vegetazione e olio. Esistono vari metodi per giungere
al prodotto finito, ma a grandi linee possono essere ricondotti a due grandi
gruppi, fondati sul carattere discontinuo o continuo dell'operazione.
Al primo
gruppo fa capo il più tradizionale dei sistemi, l'estrazione per
pressione meccanica: la pasta viene posta sui dischi di fibra vegetale
i fiscoli, (spurtin)che
oggi sono fatti più spesso di materiali sintetici) e i dischi vengono
impilati su carrelli (pressa)
e intervallati da dischi di acciaio per uniformare la pressione. In seguito
il carrello caricato viene posto sotto la pressa, dove la pressione, crescendo
nell'arco di circa un'ora, fa fuoriuscire la componente liquida oleosa
(mosto oleoso, ovvero olio e acqua di vegetazione). La parte solida che
dopo la spremitura resta aderente ai fiscoli è la sansa. Questa
è un ottimo combustibile, e contiene ancora dal 5 al 8% di olio,
che potrà essere separata solo con l'impiego di particolari solventi,
esano soprattutto, con procedimento analogo a quello utilizzato per gli
oli di semi.
I metodi
continui, oggi maggiormente utilizzati, hanno sostituito alla pressione
altri principi fisici che conducono alla separazione dell'olio dalla parte
solida. Il sistema estrattivo principale è quello per centrifugazione
e sfrutta il diverso peso specifico dei singoli componenti. La pasta infatti
viene immessa in grosse centrifughe, ma prima è anche necessario
fluidificarla con l'aggiunta di acqua corrente (sempre alla stessa temperatura
della pasta di olive). Le elevate velocità raggiunte nel decanter,
portano alla separazione delle tre componenti: olio, acqua di vegetazione
e sansa.
Un altro
metodo, la percolazione, fa leva invece sulla diversa tensione superficiale
che l'olio possiede rispetto all'acqua di vegetazione; nell'immersione
ritmica di lamine di metallo inossidabile nella pasta di olive, viene progressivamente
raccolto il liquido che aderisce alla loro superficie. Con questo sistema
si estrae solo una piccola percentuale dell'olio contenuto nelle olive.
La parte rimanente viene separato dai residui di buccia e noccioli in un
sistema centrifugo .
"Pressa"*
Questa
è l'ultima fase.Utilizzando il diverso peso specifico (l'olio è
più leggero dell'acqua) possiamo quindi separare il mosto oleoso.
Sino
a 40 – 45 anni fa questa separazione avveniva versando acqua tiepida nei
recipienti che contenevano il liquido fuoriuscito dalla spremitura, dopo
qualche minuto di riposo l’olio salito in superficie veniva raccolto con
un attrezzo simile a una padella, (lecca) l’acqua rimaneva
sul fondo del contenitore, certamente simile procedimento rendeva l’olio
non del tutto puro ma con il passare del tempo e mediante travasi questo
eccezionale liquido diventava un vero succo di oliva, non era perfettamente
trasparente, ma leggermente torbido, opaco, perfettamente commestibile,
anzi a crudo emanava un profumo molto intenso di olive.
Attualmente
avviene mediante l’uso di una centrifuga detta separatore che divide l’olio
dall’acqua e da impurità varie, l'olio ottenuto, comunque,
è cosuetudine lasciarlo a riposo qualche mese, cosìcche possa
decantarsi. Infatti le sostanze estranee si depositano sul fondo, producendo
piccole tracce di "impurità". Queste non sono altro che piccolissime
particelle di acqua che il separatore non è riuscito a separare
e che quindi sono state trascinate con l'olio.